Giovedě, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

Le Lettere
Lettera a tutti i fedeli (prima recensione)
Lettera a tutti i fedeli (seconda recensione)
Lettera a tutti i chierici sulla riverenza del Corpo del Signore (prima recensione)
Lettera a tutti i chierici sulla riverenza del Corpo del Signore (seconda recensione)
Lettera ai reggitori dei popoli
Lettera a tutto l’Ordine (o Lettera al Capitolo generale e a tutti i frati)
Lettera ad un ministro
Prima lettera ai custodi
Seconda lettera ai custodi
Lettera a frate Leone
Lettera a frate Antonio
Lettera a donna Giacomina
Benedizione a frate Bernardo
Benedizione a Santa Chiara e sorelle
Lettera ai bolognesi
Lettera a Santa Chiara sul digiuno
Lettera ai fratelli di Francia
LETTERA A TUTTI I CHIERICI SULLA RIVERENZA DEL CORPO DEL SIGNORE (Seconda recensione)

LETTERA A TUTTI I CHIERICI SULLA RIVERENZA
DEL CORPO DEL SIGNORE

(Seconda recensione)

Nacciamo attenzione, noi tutti chierici, al grande peccato e all’ignoranza che certuni hanno riguardo al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo e ai santissimi nomi e alle sue parole scritte, che santificano il corpo.
Sappiamo che non ci può essere il corpo se prima non è santificato dalla parola.
Niente infatti possediamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se non il corpo e il sangue, i nomi e le parole mediante le quali siamo stati creati e redenti “da morte a vita” (1Gv. 3,14).
Tutti coloro, poi, che amministrano così santi ministeri, considerino tra sé, soprattutto quelli che li amministrano senza discrezione, quanto siano miserandi i calici, i corporali e le tovaglie sulle quali si compie il sacrificio del corpo e del sangue del Signore nostro.
E da molti viene lasciato in luoghi indecorosi, viene trasportato senza nessun onore e ricevuto senza le dovute disposizioni e amministrato agli altri senza discrezione.
Anche i nomi e le parole di lui scritte talvolta vengono calpestate, perché “l’uomo carnale non comprende le cose di Dio” (1Cor. 2,14).
Non dovremmo sentirci mossi a pietà per tutto questo, dal momento che lo stesso pio Signore si consegna nelle nostre mani e noi l’abbiamo a nostra disposizione e ce ne comunichiamo ogni giorno? Ignoriamo forse che dobbiamo venire nelle sue mani?
Orsù, di tutte queste cose e delle altre, subito e con fermezza emendiamoci; e ovunque troveremo il santissimo corpo del Signore nostro Gesù Cristo collocato e lasciato in modo illecito, sia rimosso di là e posto e custodito in un luogo prezioso.
Ugualmente, ovunque siano trovati i nomi e le parole scritte del Signore in luoghi sconvenienti, siano raccolte e debbano essere collocate in luogo decoroso.
E sappiamo che è nostro dovere osservare tutte queste norme, sopra ogni altra cosa, in forza dei precetti del Signore e delle costituzioni della Santa Madre Chiesa. E colui che non si diporterà in questo modo, sappia che dovrà rendere “ragione” al Signore nostro Gesù Cristo “nel giorno del giudizio” ()cf. Mt. 12,36.
E coloro che faranno ricopiare questo scritto perché esso sia meglio osservato, sappiano che saranno benedetti dal Signore Iddio.



 
 



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